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La convergenza digitale dall’Europa al Piemonte verso il 2010

II° Workshop dell’Osservatorio ICT del Piemonte

Il 29 novembre 2005, a Torino, nella sede di IRES Piemonte, ha avuto luogo Il secondo workshop dell’Osservatorio ICT del Piemonte dal titolo “ICT di frontiera per le imprese. Dall’Europa al Piemonte: reti convergenti verso il 2010”, promosso da Regione Piemonte nell’ambito dell’iniziativa WI-PIE, il programma di costruzione delle infrastrutture per la diffusione della banda larga in Piemonte.
Il workshop è stato organizzato dagli enti che fanno parte dell’”Osservatorio ICT del Piemonte” (CSI-Piemonte, CSP-Innovazione nelle ICT, Istituto Boella, Politecnico di Torino e IRES), progetto nato nel 2004 al fine di documentare il processo di penetrazione delle ICT nel sistema socio-economico piemontese e rendere le informazioni raccolte disponibili alla collettività regionale, agli operatori economici e alla Pubblica Amministrazione.
Il tema della convergenza tra ICT, reti e media tradizionali è stato al centro del dibattito poiché si tratta di una questione di grande attualità sia sul fronte delle politiche europee per la Società dell’informazione, sia per la realtà delle imprese del settore ICT che operano a livello locale.

Gli ingenti investimenti stanziati dalla Commissione Europea all’interno dei Piani d’azione eEurope e i2010, dei programmi Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo e dei Fondi Strutturali per la costruzione della Società dell’Informazione in Europa dovrebbero infatti integrarsi, nelle singole realtà socio-economiche e territoriali locali, con la sempre maggiore consapevolezza delle nuove opportunità di business e sviluppo determinate dalla cosiddetta “convergenza digitale”, fenomeno tuttavia non privo di rischi sociali e culturali.
Uno degli obiettivi del workshop è stato dunque quello di inquadrare il tema della convergenza digitale, che nelle parole del direttore del CSP Claudio Inguaggiato, è composta dall’interazione tra tre fattori principali: la ricerca scientifica, il business e gli utenti. Il fenomeno sta portando inoltre alla fusione sempre più ampia di più settori quali le TLC, l’elettronica, l’hardware ed il software, i giochi, l’e-learning e l’e-content. L’effetto immediato di questo processo è la maggiore complessità delle catene di business e del valore, che risultano molto più articolate che nel passato e rappresentano una prima importante sfida per i territori e le imprese che intendono fare delle ICT uno dei loro principali fattori di sviluppo.
Pertanto, una delle caratteristiche chiave per la competizione su questo terreno, è sempre più identificata dall’esistenza, in una certa area regionale, di un efficiente “sistema locale” che unisca il mondo accademico, quello industriale e il settore pubblico: un sistema quindi in grado di proporre un’efficace governance del territorio e un dialogo e confronto continuo tra i suoi attori.

Ed è stato proprio il confronto il secondo obiettivo del workshop, al quale erano presenti alcune tra le PMI più innovative del settore ICT piemontese. Tra le aziende che hanno condiviso le loro esperienze si contano:

  • ICA-NET Wireless di Giaveno (To), la cui attività di ISP e di sviluppo di infrastrutture di connessione Wireless di tipo geografico distribuite sul territorio della Valsangone e delle zone circostanti ha portato alla sperimentazione e alla convergenza di diverse tecnologie di rete;
  • 2M Telecomunicazioni di Torino, che a partire dagli anni ’70 ha saputo ottenere riconoscimenti internazionali nel settore del broadcasting video (DVB), sviluppando ed integrando tecnologie per la fornitura, l’installazione e manutenzione di impianti di diffusione, ponti a micro-onde, sistemi di trasmissione e sistemi d'antenna;
  • SIST&MATICA di Manta (Cn), impresa tra le più performanti d’Italia (secondo il repertorio RITA 2005 delle giovani imprese italiane ad alta tecnologia, stilato dal Politecnico di Milano), che si occupa della progettazione di sistemi di controllo su mezzi in movimento e servizi di tracciamento satellitari;
  • Istituto Superiore Boella di Torino, attivo dal 2000 nella ricerca applicata alle ICT, che è partner per la realizzazione dell'infrastruttura di trasmissione satellitare europea Galileo, all’interno del quale l’interoperabilità tra servizi, applicazioni e tecnologie è un fattore essenziale.

Questi positivi esempi di eccellenza e di best practices della convergenza digitale in Piemonte hanno tuttavia lasciato spazio, durante il dibattito finale, alla discussione di alcune criticità presenti in questo modello di sviluppo. In particolare, si è messo in luce come la sola convergenza tra reti non possa portare all’aumento di competitività dei territori, senza che a ciò si aggiunga la presenza di politiche pubbliche di aggregazione, sia a livello locale che a livello comunitario. La dimensione medio-piccola della maggior parte delle imprese del settore ICT piemontese, ad esempio, non rende facili gli investimenti in ricerca e sviluppo e non ne garantisce una facile sopravvivenza, specialmente in assenza di un efficace quadro normativo di riferimento che le tuteli dal potere economico e politico dei grandi colossi delle telecomunicazioni.

In conclusione, ecco quindi che si riafferma l’importanza dell’azione del settore pubblico e la necessità di efficaci “politiche di sistema”. Questo dovrà valere sia per i singoli territori, condizionati da una competizione che all’interno dell’Europa si è fatta molto più serrata con l’allargamento ai paesi dell’est, sia per il sistema economico dell’Unione Europea nel suo complesso, alle prese con la sfida della concorrenza con Stati Uniti, Giappone e Cina e l’ambizioso, quanto difficile, obiettivo di rispettare l’agenda elaborata dal Consiglio di Lisbona nel 2000, per rendere la propria economia la “più competitiva al mondo entro il 2010”.


Riferimenti
www.sistemapiemonte.it/osservatorioICT
www.ires.piemonte.it
www.wipie.org
www.csp.it
www.ismb.it
www.csi.it
www.ica-net.it
www.sistematica.it
www.2mtelecom.it

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