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Unione Europea: verso il VII° Programma Quadro (2007-2013)
Dai documenti preparatori del VII° PQRS emergono alcune sostanziali novità e la riconferma del programma tematico “Information Society Technologies” (IST)
Il Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico dell’Unione Europea (PQRS) è, sin dalla sua istituzione, il principale strumento di attuazione e finanziamento delle politiche di ricerca nei paesi appartenenti all’UE.
Il VII° PQRS, che entrerà in vigore nel 2007, si annuncia ricco di novità e con un budget nettamente più elevato rispetto ai precedenti. Dopo aver raccolto le proposte e i suggerimenti dei governi dei paesi membri ottenute in seguito alla pubblicazione, nel giugno 2004, di una comunicazione dal titolo "La scienza e la tecnologia, chiavi del futuro dell'Europa: orientamenti per la politica di sostegno alla ricerca dell'Unione", nel corso del 2005 la Commissione Europea ha pubblicato alcuni documenti preparatori al VII° PQ. Da questi ultimi emerge la volontà di rinnovare e snellire le procedure di accesso, le procedure amministrative e finanziarie, la leggibilità e la facilità di consultazione dei documenti del programma.
Il 23 dicembre 2005, la Commissione ha inoltre già adottato la sua proposta per le regole di partecipazione al VII° Programma Quadro per imprese, centri di ricerca e università, e per la disseminazione dei risultati di ricerca. Tali regole definiscono diritti e doveri dei soggetti giuridici che intendono partecipare al programma quadro e stabiliscono i principi per l'uso e la divulgazione dei risultati dell'attività risultante dalla loro partecipazione.
Il totale previsto per il periodo 2007-2013 è di circa 72 miliardi di €, che rappresenta un aumentonotevole rispetto ai 17,5 miliardi del VI° PQ, relativo agli anni 2002-2006. Tale aumento è dovuto principalmente alla maggiore durata del VII° PQ (7 anni invece che 5) e all’allargamento dell’Europa a 25 paesi, ma è anche il segno di come le istituzioni europee puntino sempre di più sulla Ricerca&Sviluppo quale fattore critico di sviluppo. Per questo motivo, parallelamente ai finanziamenti europei, le percentuali di investimento in R&S rispetto al PIL dovrebbero crescere anche all’interno dei paesi membri, Italia in testa.
Nel periodo gennaio-giugno 2006, il Parlamento Europeo dovrà approvare le proposte della Commissione sia per quanto riguarda i contenuti del VII° PQ, sia per il suo finanziamento, per arrivare a novembre alla formulazione delle prime “Call for partecipants”.
Le azioni
Il VII° PQ è articolato in quattro programmi specifici che corrispondono a quattro obiettivi fondamentali della politica europea di ricerca, mediante il finanziamento dei quali si mira alla creazione di “poli di eccellenza europei”:
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Cooperazione
: saranno sostenute le attività di ricerca condotte nell’ambito della cooperazione transnazionale, dalle reti e dai progetti collaborativi fino al coordinamento di programmi nazionali di ricerca;
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Idee
: sarà creato un Consiglio europeo della ricerca autonomo per sostenere la “ricerca di frontiera (di base)” condotta da equipe individuali che competono a livello europeo, in tutti i campi scientifici e tecnologici, compresa l’ingegneria, le scienze socioeconomiche e le scienze umane;
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Persone
: saranno rafforzate le attività a sostegno dei singoli ricercatori (le azioni “Marie Curie”) al fine di migliorare il potenziale umano della ricerca europea, tramite l’aiuto alla ricerca, alla mobilità e allo sviluppo delle carriere di ricerca europee.
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Capacità
: saranno rafforzate le attività per migliorare la capacità di ricerca e innovazione in tutta Europa. Saranno finanziate le infrastrutture di ricerca, i cluster di ricerca regionali, la ricerca per e condotta da PMI, le questioni relative alla “scienza nella società”, la cooperazione internazionale.
Le novità
Come primo passo, la Commissione intende far gestire ad enti esterni, sotto la propria responsabilità, le attività che comportano un numero ingente di piccole operazioni burocratiche. Un’agenzia esecutiva gestirà in particolare le azioni “Marie Curie” e il sostegno alle PMI, nonché i compiti amministrativi legati ad altri progetti di ricerca, ivi compresi i progetti di ricerca in collaborazione. Lo stesso approccio sarà adottato anche per l’attuazione delle attività del Consiglio Europeo della Ricerca (CER).
Tuttavia, i principali cambiamenti proposti dalla Commissione riguardano la normativa sulla diffusione dei diritti di utilizzo e di accesso ai finanziamenti: la Commissione ritiene che la rimozione di molti degli obblighi presenti favorisca una maggiore flessibilità dal punto di vista della diffusione dei progetti finanziati verso parti terze (ossia esterne al contraente del finanziamento) e dunque, nel complesso, una loro maggiore efficacia. In precedenza infatti, erano imposti degli obblighi per accedere al contratto, per richiedere l'approvazione dell’organo per la pubblicazione, per il trasferimento di proprietà e per i diritti di accesso del progetto a parti terze.
Per ciò che riguarda i sovvenzionamenti invece, tre sono le forme disponibili nell'ambito del 7PQ: il rimborso dei costi ammissibili, i pagamenti globali e i finanziamenti forfetari. La proposta riguarda un maggiore ricorso, nella prima fase del Programma Quadro, alla forma dei rimborso dei costi ammissibili per poi testare gradualmente le altre forme e introdurle nel momento in cui si rilevano riscontri positivi. In ogni caso, i finanziamenti comunitari andranno a coprire un massimo del 50 % dei costi ammissibili decurtati i contributi e gli introiti relativi alle attività di ricerca e di dimostrazione (ossia quelle che servono per dimostrare l’applicazione di nuove tecnologie con vantaggi economici potenziali, ma che non possono essere direttamente commercializzate). Un ulteriore 25% sarà a disposizione delle attività di ricerca per categorie specifiche quali piccole e medie imprese, organizzazioni di ricerca senza scopo di lucro, istituti di istruzione secondaria e superiore ed enti pubblici.
Saranno invece interamente rimborsabili le azioni di ricerca “di frontiera” (chiamate così per il loro carattere particolarmente innovativo), mentre quelle relative ad azioni di supporto e di coordinamento e le azioni relative alla formazione e alla carriera dei ricercatori saranno rimborsabili fino al 100%.
Infine, per ciò che riguarda i certificati Audit (lo strumento di rendicontazione dei costi sostenuti), la Commissione ha proposto la diminuzione del numero di certificati richiesti per ogni accordo di finanziamento.
La priorità tematica IST
Per quanto riguarda la Società dell’informazione,la priorità tematica IST-Information Society Technologies (sottoprogetto dell’obiettivo “Cooperazione”), finanziata sin dal 5°PQ, viene confermata anche nel VII° PQ. Il programma IST si suddividerà in 4 aree principali di applicazione:
- I pilastri tecnologici delle ICT : nanoelettronica, fotonica e micro/nanosistemi integrati; reti di comunicazione universali e a capacità illimitata; Software, sicurezza e affidabilità;sistemi informatici e di comunicazione;Sistemi di conoscenza, cognitivi e di apprendimento; simulazione, visualizzazione, interazione e realtà miste; nuove prospettive delle ICT sulla base di altre discipline scientifiche e tecnologiche;
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Integrazione di tecnologie:
ambienti personali ed ambienti domestici informatici e di comunicazione; sistemi di robotica; infrastrutture intelligenti;
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Ricerca sulle applicazioni:
nuovi sistemi e servizi in settori di interesse pubblico quali le applicazioni di facile uso, la domotica, l’e-Health, il design, l’info-mobility, per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, l’e-government, l’e-content, l’e-business, l’e-learning;
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Tecnologie future ed emergenti:
sostenere la ricerca alle frontiere della conoscenza nel settore delle ICT di base e nelle loro associazioni con altre aree e discipline pertinenti; elaborare nuove idee e usi radicalmente nuovi ed esplorare nuovi percorsi di ricerca in materia di ICT.
La priorità tematica IST è quella con i finanziamenti più alti di tutto il Programma (12.6 miliardi €) a testimonianza dell’importanza delle ICT come strumento di sviluppo competitivo.
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