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Riflessioni, criticità e stato dell’arte sulle tecnologie per l’e-participation.

Alla luce delle sfide imposte dalla globalizzazione e dei progressivi cambiamenti sociali, demografici, culturali che caratterizzano il nostro secolo, è necessario fare un’attenta riflessione sulle modalità attraverso cui i cittadini interagiscono e partecipano alla vita pubblica e politica.

Negli ultimi anni infatti il problema della partecipazione dei cittadini è divenuto sempre più una costante nell’agenda politica di paesi ed istituzioni internazionali in termini di legittimità, consenso ed adeguatezza delle politiche.

Una riflessione su tale tema è stata fatta in occasione della Conferenza Talep 2006 – “Tecnologie per l’e-participation: freno o opportunità democratica?”, svoltasi a Pisa tra il 27 ed il 28 novembre, in cui il sottosegretario all’Innovazione, Beatrice Magnolfi, ha manifestato la necessità di individuare nuove modalità di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica al fine di porre un freno alla crisi che sta investendo la politica e le forme di rappresentanza tradizionali. Internet, con il suo potenziale democratico espresso dal basso, appare il migliore strumento per innescare processi di cittadinanza digitale dando vita a nuove forme di relazione tra i cittadini ed i loro rappresentanti.

La rete deve essere quindi vista sia come occasione di un ammodernamento delle istituzioni democratiche sia come uno strumento di inclusione sociale, producendo da un lato un maggior coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali e dall’altro un dialogo costante tra pubblica amministrazione e cittadini.

L’e-participation, cioè quel processo attraverso il quale i cittadini interagiscono in modo diretto e continuo nella formazione delle decisioni e nelle scelte politiche attraverso l’utilizzo delle ICT, in quanto dimensione necessaria della nuova cittadinanza digitale deve dunque essere sviluppata e sostenuta dalle amministrazioni pubbliche, le quali devono supportare l’accesso alla conoscenza ed alle informazioni, combattere il digital divide ed instaurare una sorta di federalismo digitale che elimini il campanilismo delle best practice.

Politica, cittadini e tecnologie sono i soggetti chiamati in causa per dare vita ad una reale e diffusa e-participation sfruttando appieno le opportunità digitali.

Per realizzare un vero cambiamento, i processi di innovazione devono inoltre far parte di una strategia di “governance cooperativa” tra istituzioni di vario livello, capace di coniugare innovazione tecnologica, cambiamento organizzativo e valorizzazione del capitale umano.

Nella figura sottostante vengono schematizzate le componenti e le relative correlazioni che caratterizzano l’e-participation.

Fonte: Prima bozza delle raccomandazioni per l’e-participation del 2010 scaturite dalla Conferenza Talep 2006.

VINCOLI E CRITICITA’

La dimensione democratica e partecipativa della rete è ostacolata da diversi tipi di divario: infrastrutturale (meno di 8 milioni di persone hanno accesso alla banda larga), sociale e generazionale (che vede escluse le fasce a basso reddito e scolarizzazione), ma anche dalla scarsa usabilità dei servizi offerti in rete dalle amministrazioni. A proposito di quest’ultimo punto, è di fondamentale importanza che le PA imparino a “pensare con Internet”, utilizzando una sintassi digitale, immettendo servizi di migliore qualità, più facili da usare e che abbiano come criterio guida la centralità dell’utente.

Spesso però gli attori politici, non solo sono poco inclini all’utilizzo delle nuove tecnologie per dialogare con i cittadini, ma tendono anche a sottovalutare i vantaggi del coinvolgimento di questi ultimi (mutual learning), in quanto esso viene percepito in contrasto con il funzionamento della democrazia rappresentativa. Oltre ai vincoli di natura governativa, il manuale “Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy” ne elenca molti altri, quali ad esempio: le funzioni di informazione e comunicazione con i cittadini sono spesso concentrate in uno specifico settore dell’amministrazione o affidate a soggetti esterni con evidenti difficoltà di coordinamento fra l’area comunicazione/ICT e gli altri settori dell’ente; è poco diffusa la cultura dell’ascolto nelle relazioni con i cittadini; il personale politico manca spesso di una conoscenza diretta su come utilizzare i mezzi tecnici e deve affidarsi a terzi; nelle esperienze di dialogo on line gli attori pubblici sono assenti, o la loro presenza tende ad essere sporadica; le opzioni dei cittadini spesso non sono prese in considerazione; non viene svolta una ricognizione degli interlocutori interessati agli effetti di una determinata politica, né sono fatti sforzi specifici per intercettarli; le iniziative on line non sono adeguatamente promosse attraverso i canali tradizionali, per cui non riescono ad raggiungere i cittadini che non utilizzano i servizi istituzionali on line; debole ricerca del coinvolgimento dei soggetti attivi sulla tematica in questione; debole intervento nell’ambito delle politiche per l’accesso (postazioni pubbliche, skills digitali, ecc); mancata attivazione di canali paralleli per la partecipazione che permettano di allargare la platea dei partecipanti e di integrare la dimensione on line con quella face to face delle relazioni fra cittadini e fra questi e le istituzioni; finalizzazione incerta o vaga della partecipazione; non sono chiaramente definite le regole della partecipazione, le modalità, l’agenda, i tempi; apertura alla consultazione in una fase troppo avanzata del processo decisionale in cui gli spazi di discussione risultano fortemente ridotti; non tempestività dell’informazione che causa disparità e ritardi nell’accesso all’informazione, rendendo più difficile la discussione fra gli attori e riducendo la trasparenza della comunicazione.

GLI STRUMENTI

Ma quali strumenti elettronici vengono comunemente utilizzati nei processi di e-participation? La Guida Ancitel “Metodi elettronici per il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini” ne elenca alcuni tra i più usati: i webcast (presentazioni tenute in diretta via Internet), le faq (serie di domande e risposte che possono essere ricercate con l’aiuto di parole chiave), i blog (pagine web frequentemente modificate simili ad un diario), i sondaggi rapidi (indagini istantanee via web), le indagini (questionari sul web autogestiti), le chat room (spazio virtuale in cui è possibile conversare in tempo reale), la simulazione interattiva sottoforma di gioco dei processi decisionali, il forum di discussione (sito web per la discussione di un gruppo on line dove gli utenti, accomunati di solito da un medesimo interesse, si scambiano messaggi), gli e-panels (campione strutturato di partecipanti che hanno acconsentito, per un periodo di tempo, di fornire opinioni su molteplici argomenti utilizzando l’ICT in tempi regolari e specifici), la petizione elettronica (sistema web che presenta richieste on line e permette al pubblico di iscriversi registrandosi attraverso nome ed indirizzo), l’indagine elettronica deliberativa (struttura le indagini deliberative on line in piccoli gruppi di discussione rappresentati da campioni casuali, in modo da facilitare il coinvolgimento del pubblico su specifiche problematiche), le comunità virtuali (spazio on line in cui gli utilizzatori, accomunati da uno specifico interesse, possono sia comunicare che instaurare relazioni), i servizi di avviso (una comunicazione personale di avviso per informare il pubblico riguardo a nuove tematiche o eventi attraverso e-mail di avviso o RSS feed).

Nella tabella sottostante della Guida Ancitel sull'e-participation (tratta dal paperEngaging Citizens Online for Better Policy-making” dell’OCSE) è possibile individuare l’utilizzo dei vari strumenti elettronici ripartititi per i livelli di coinvolgimento dei cittadini (informazione, consultazione e partecipazione attiva).

I CANALI

Per quanto concerne i canali abitualmente utilizzati per i processi di e-participation, alcuni sono di uso “quasi” comune come il pc, la tv digitale, i cellulari mentre restano ancora molte ricerche da fare sull’impiego delle tecnologie del linguaggio naturale o le ontologie ed i semantic web service come strumenti per supportare processi di e-participation.

Le nuove tecnologie offrono dunque un’enorme possibilità di cambiare il modo in cui le amministrazioni lavorano e coinvolgono i propri cittadini poiché possono aprire un canale bidirezionale, un dialogo e non più un monologo, con l’obiettivo di produrre un reale rinnovamento dal basso. Esse possono migliorare la trasparenza, l’accessibilità, l’accesso ai contenuti, la condivisione della conoscenza, l’inclusione sociale, e l’iniziativa diretta da parte dei cittadini.

Si potrebbe inoltre pensare di sfruttare dei modelli aperti di diffusione della conoscenza, di partecipazione e cooperazione (come ad esempio Wikipedia, o la comunità del software libero…..) ampliandoli con le tecnologie più innovative in modo da costituire un volano per l’innovazione, l’alfabetizzazione telematica e per nuove forme di economia, di lavoro e di coesione sociale.

INIZIATIVE EUROPEE

La partecipazione è inoltre uno dei pilastri del modello di governance europea, enunciato nell’omonimo Libro bianco. In tale documento si auspica una maggiore partecipazione ed apertura nei confronti dei cittadini europei al fine di accrescere il loro grado di fiducia nelle istituzioni e nelle politiche europee. Numerosi sono coloro che, di fronte ad un sistema complesso di cui non comprendono bene il funzionamento, possano nutrire dei dubbi sulla realizzazione delle politiche da loro desiderate.

Per questa ragione l’Unione Europea si propone di semplificare e rendere più comprensibili le procedure per la formazione delle politiche. La Commissione intende infatti fornire delle informazioni on line, regolarmente aggiornate, sull’elaborazione delle politiche, in tutte le fasi del processo decisionale, interagendo maggiormente con le autorità regionali, locali e con la società civile.

Cinque sono i principi alla base della buona governance e dei cambiamenti proposti nel Libro Bianco:

  1. apertura , ovvero capacità di ascolto, comunicazione, spiegazione;
  2. partecipazione , principio secondo cui devono partecipare (oltre alle istituzioni e organi comunitari) anche tutte le parti ed i cittadini interessati in ciascuna fase delle politiche, dalla prima elaborazione all’esecuzione, senza dimenticare la valutazione e le proposte di riforma;
  3. responsabilità , ovvero chiarezza su chi fa cosa, chi è responsabile;
  4. efficacia , ovvero fare quel che si deve e farlo bene, dal punto di vista delle risorse e della rispondenza ai bisogni, misurando l’impatto e realizzando quel che va realizzato in tempi utili;
  5. coerenza , ovveromaggiore coordinamento tra le istituzioni.

Ciascuno di essi rappresenta il fondamento per instaurare una governance più democratica e costituisce la base per l’attuazione della democrazia e della legalità.

Si elencano qui di seguito alcune delle iniziative di carattere europeo che sono state intraprese in tale direzione:

1) forme di consultazione dei cittadini sempre più estese quali ad esempio CONNECS, Futurum, Your Voice, Interactive Policy Making (IPM), Debate Europe;

2) un’iniziativa specifica sull’e-participation volta a sfruttare i vantaggi offerti dall’uso delle ICT per migliorare il processo legislativo ed assicurare una più ampia partecipazione pubblica a tali processi;

3) la rete di e-participation DEMO-net.

CONCLUSIONI

In ultima analisi, per realizzare appieno forme di e-participation sempre più strutturate e radicate è necessario fare degli interventi: a livello di infrastrutture (banda larga) in modo da garantire uguali opportunità di accesso alla rete; a livello culturale del mondo politico affinché utilizzi sempre più spesso canali innovativi di comunicazione e di consultazione e sfrutti maggiormente il mutual learning derivante dall’interazione con i cittadini; a livello di alfabetizzazione degli utenti nei confronti degli strumenti telematici; a livello di erogazione delle informazioni e di coinvolgimento in tutte le fasi del processo decisionale i potenziali utenti attivi; a livello di relazioni tra organi istituzionali creando un sistema e dando vita ad una governance cooperativa.

Concludiamo ricordando una frase di A. de Tocqueville, che in questa sede vuole essere anche un auspicio: “Si può immaginare un punto estremo in cui la libertà e l’eguaglianza si toccano e si confondono. Suppongo che tutti i cittadini concorrano al governo e che ciascuno abbia un egual diritto di concorrervi… È verso quest’ideale che tendono i popoli democratici”.

Siti Internet di riferimento:

Agenda digitale locale — Guida eMethods n. 3 e-participation
http://innovazione.ancitel.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=23

Conferenza Talep 2006 — Tecnologie per l’e-participation: freno o opportunità democratica?
http://www.ilc.cnr.it/TALeP/index.htm

Debate Europe
http://europa.eu/debateeurope/index_it.htm

DEMOnet — the eParticipation network
http://www.demo-net.org/demo

Engaging Citizens Online for Better Policy-making
http://www.oecd.org/dataoecd/24/34/2384040.pdf

e-participation initiative
http://europa.eu.int/information_society/activities/egovernment_
research/eparticipation/index_en.htm

Futurum — Piattaforma di dibattito sul futuro dell’UE
http://europa.eu/constitution/futurum/index_it.htm

Iniziativa CONNECS
http://ec.europa.eu/civil_society/coneccs/index_en.htm

Interactive policy making
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/index_en.htm

Libro bianco sulla governance europea
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/com/2001/com2001_0428it02.pdf

Linee guida per la promozione della cittadinanza digitale: e-democracy
http://www.crcitalia.it/midcom-serveattachmentguid
-d68b17528113f8501af66250e3e4d52c/1686.pdf

Paper “Engaging Citizens Online for Better Policy-making”, OCSE, 2003
http://www.oecd.org/dataoecd/62/23/2501856.pdf

Sottosegretario all’innovazione Beatrice Magnolfi
http://www.governo.it/Governo/Biografie/sottosegretari/magnolfi_beatrice_it.html

The Cracow declaration - Local Agenda i2010
http://www.ccre.org/bases/T_599_32_3524.pdf

YourVoice — La vostra voce in Europa
http://ec.europa.eu/yourvoice/index_it.htm

Alcuni progetti di e-participation / e-democracy presentati al Talep 2006

Iperbole —La rete civica del Comune di Bologna
http://www.comune.bologna.it/

Motore di ricerca a faccette della PA piemontese
http://www.cercaPA.it

Progetto Concerto — Comune di Lucca
http://www.comune.lucca.it/I/3B5FD8EA.htm

Progetto Idem
http://idem.comune.siena.it/

Progetto Intelcities — Comune di Siena
http://www.intelcitiesproject.com/

Progetto eDEM 1.0
http://edem.democraziaelettronica.it/

Progetto e_demps — Comune di Pesaro
http://www.progettoedemps.it/

Progetto PAM — Comune di Casalmaggiore
http://www.ilc.cnr.it/TALeP/documents/S%2004%20-%20Toscani%20-%20PAM.ppt

Progetto Partecipa.net — Regione Emilia-Romagna
http://www.partecipa.net/

Progetto PartecipaPUG
http://www.comune.monopoli.ba.it/partecipapug/monopoli2022/default.asp

Progetto Pises.Valdiano
http://www.uncem.net/stories/2006/09/06/pisesvaldiano.html

Progetto PRODEAS
http://www.provinciadigitale.roma.it/index.html

Progetto SESAMO — Consiglio Regionale del Piemonte
http://www.progettosesamo.it/

Progetto STARS
http://www.ilc.cnr.it/TALeP/documents/S%2004%20
-%20De%20Costanzo%20-%20STARS%201.0.ppt

Progetto TELE_p@b — Tecnologie eLEttroniche per la Partecipazione al Bilancio
http://www.telepab.it
http://www.ilc.cnr.it/TALeP/documents/S%2004%20-%20Romano%20-%20TELEP@B.ppt

Progetto UC5 — Comune di Genova
http://civis.comune.genova.it/uc5_web/

Progetto Uno per uno — Comune di Modena
http://unox1.comune.modena.it/cgi-bin/partecipa.base/unox1


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