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Patterns of clusters evolution: modelli, pratiche, tecnologie e politiche.
Il 18 e 19 gennaio 2007 a Mestre (VE) si è tenuta la conferenza "Patterns of clusters evolution: modelli, pratiche, tecnologie e politiche", organizzata da Veneto Innovazione in collaborazione con i network di regioni ERIK (European Regions Knowledge based Innovation Network) e IRE (Innovating Regions in Europe network).
La conferenza si è proposta di individuare, condividere e approfondire le prospettive evolutive dei cluster e ha visto la partecipazione di 22 regioni europee che hanno presentato le azioni di policy da loro intraprese per sviluppare, promuovere e trasformare i cluster.
Il punto di partenza della conferenza è stato il modello "e-cluster" che si propone di gestire la trasformazione dei cluster attraverso un utilizzo pervasivo delle ICT e la creazione di "network virtuali". Questo modello, sperimentato nel Programma Veneto di Azioni Innovative, prevede il raggiungimento nel lungo periodo:
- dell'integrazione dei processi all'interno del network e della razionalizzazione delle fasi produttive e commerciali tra le imprese del cluster;
- della condivisione di standard (produttivi, logistici, informativi);
- della specializzazione delle imprese verso i segmenti della catena del valore a maggior valore aggiunto e ad alta intensità di conoscenza;
- di una maggiore capacità delle imprese di adattarsi alle esigenze del mercato e, quindi, di una maggiore apertura a livello internazionale.
A proposito del modello e-cluster il Prof. Enzo Rullani, docente all'Università Ca' Foscari, ha sottolineato l'importanza dei distretti e ne ha tracciato alcune possibili evoluzioni a seguito di una pervasiva introduzione delle ICT.
L'intervento ha evidenziato come i cluster promuovano l'innovazione non solo grazie alla prossimità fisica, ma anche grazie allo sviluppo di una identità sociale condivisa, basata su un comune patrimonio socio-culturale ed alla promozione di forme di intelligenza complessiva. I cluster, facilitando l'apprendimento e l'innovazione, hanno effetti rilevanti sulla specializzazione delle competenze, sulla differenziazione produttiva e sulla condivisione/circolazione della conoscenza all'interno della forza lavoro. Per questi aspetti sono quindi particolarmente preziosi per il tessuto economico regionale. Il prof. Rullani ha inoltre aggiunto che sono soprattutto le piccole e medie imprese ad aver bisogno di una struttura più grande di conoscenza.
Il ruolo del territorio, e conseguentemente dei cluster, rischia di essere ridimensionato dalle ICT, che limitano il ruolo della prossimità geografica: potenzialmente alcune funzioni dei cluster potrebbero essere assorbite da nuove imprese o da nuove forme di organizzazione aziendale. I cluster possono però mantenere il proprio vantaggio competitivo attraverso un impiego pervasivo delle ICT, tale da preservare la forza innovativa del loro patrimonio condiviso, diventando così e-cluster: i membri continuano ad avere una epistemologia comune e quindi una stessa sensibilità e mentalità.
Il Prof. Roberto Filippini dell'Università di Padova ha invece sottolineato gli ostacoli al processo di trasformazione verso l'e-cluster, che possono essere legati sia alla cultura imprenditoriale sia alle caratteristiche del sistema territoriale. Dal lato delle imprese vi può essere una scarsa fiducia rispetto alla collaborazione tra le imprese o alle opportunità legate alle ICT mentre da parte del sistema territoriale vi possono essere problemi quali, ad esempio, un'infrastrutturazione fisica carente, una dispersione delle competenze o una scarsa capacità del territorio ad attirare servizi ad alto valore aggiunto. Tali difficoltà possono essere tuttavia fronteggiate meglio se, nel lanciare il processo di e-clustering, vengono assunte decisioni strategiche come la definizione di aspetti gestionali quali, ad esempio, la natura e le caratteristiche della struttura, gli strumenti per la sua organizzazione, i tipi di partner che possono essere coinvolti. Un'altra leva per l'introduzione del modello è l'individuazione ed il coinvolgimento di enti facilitanti del processo che fungono da "enablers" quali:
- soggetti che, conoscendo molto bene i processi e le aziende del cluster, aggregano e animano il cluster creando la fiducia necessaria alla collaborazione;
- fornitori di servizi abilitanti.
Affianco a questo modello sono stati approfonditi 4 temi relativi ai percorsi evolutivi dei cluster: il networking, il management, le tecnologie e le policies.
IL NETWORKING
Le esperienze riportate nel corso della prima sessione, relativa alle iniziative per il networking nei cluster, hanno evidenziato come le iniziative volte a facilitare ed a promuovere il networking tra le imprese siano estremamente importanti nel creare o rafforzare un cluster. Tali iniziative possono inoltre far emergere un interesse comune nei diversi soggetti coinvolti. Le esperienze presentate nel corso della sessione hanno evidenziato come vi siano problemi comuni a tutte le iniziative per il networking tra le imprese: tali problemi riguardano soprattutto la valutazione (come valutare i risultati delle iniziative, quali strumenti utilizzare e quali punti di riferimento adottare e la governance del processo) ovvero quali possono essere i criteri per scegliere i settori su cui investire e quale è il confine tra le iniziative di policies e le iniziative private.
IL MANAGEMENT
Le esperienze riportate nel corso della seconda sessione, relativa alle iniziative per il management di un cluster, hanno evidenziato l'importanza dei seguenti aspetti per determinare il successo di queste iniziative:
- definire le iniziative per il cluster ricordando e tenendo in conto la storia del tessuto economico e industriale;
- promuovere iniziative "enabling", facilitanti, che coinvolgano anche altri enti sul territorio;
- definire i criteri per la struttura del cluster, risolvendo questioni relative, ad esempio, alla forma giuridica da adottare o alle caratteristiche degli enti che ne possono fare parte;
- raggiungere la massa critica per la sopravvivenza del cluster;
- promuovere la partecipazione anche di enti diversi dalle imprese;
- promuovere la creazione di reti/strumenti di comunicazione/catalizzatori;
- fare riferimento anche ad altri network, che possono diventare importanti nell’internazionalizzazione;
- rendere le aziende consapevoli dell'importanza di cooperare localmente per competere globalmente.
LE TECNOLOGIE
Le esperienze riportate nel corso della terza sessione, relativa alle tecnologie per il clustering, hanno evidenziato come le nuove tecnologie determinino da un lato nuovi problemi (uno su tutti la virtualizzazione dei rapporti e la difficoltà nel creare un clima di fiducia all'interno di rapporti mediati dalle ICT) ma anche potenzialità, come le nuove forme di apprendimento e di scambio di esperienze.
LE POLICIES
Le esperienze riportate nel corso della quarta sessione, relativa alle policies, hanno presentato sia approcci top-down che bottom-up, indicando come entrambi i modelli possano essere validi a seconda delle caratteristiche del territorio su cui insistono: il modello top-down si è rivelato essere efficace nella Regione Basca mentre il secondo in Veneto.
Negli anni '90 la Regione Basca era in particolare crisi: si assisteva al declino delle industrie tradizionali ed il tasso di disoccupazione era pari al 25%. Al fine di rilanciare il sistema, la pubblica amministrazione ha deciso di investire sui cluster: individuandone alcuni, creando delle associazioni e realizzando delle policy/azioni a supporto degli stessi. La strategia regionale ha portato alla creazione di 12 cluster negli ultimi anni. Al momento la Regione Basca ha decisamente superato la crisi: nel 2005, ponendo il PIL medio dell'Europa a 25 pari a 100, il PIL della Regione era pari a 125 mentre, nel 2006, il tasso di disoccupazione regionale era inferiore al 5%.
In Veneto, invece, è stata promossa una politica di aggregazione dal basso delle imprese, attraverso la legge regionale n. 8 del 2003 sui distretti produttivi: i cluster propongono dei Patti di Sviluppo che, una volta approvati, durano tre anni. La Regione, inoltre, annualmente emana dei bandi per l'erogazione di contributi volti a sostenere le azioni promosse dai Distretti. Dall'attuazione della legge sono stati costituti 43 Distretti, che riuniscono complessivamente oltre 8000 aziende ed i progetti interessati al co-finanziamento sono andati aumentando negli anni, attestandosi intorno ai 500.
Complessivamente, la conferenza ha permesso di dare maggiore visibilità alle iniziative regionali e ha evidenziato le modalità con cui i cluster concorrono a migliorare l'economia regionale ed il sistema socio-economico locale.
Siti Internet di riferimento:
Azioni innovative del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
http://ec.europa.eu/regional_policy/innovation/index_it.htm
Cara project
http://www.itg-salzburg.at/Projekte/CARA/CARA.html
CIR-CE (Cooperation in Innovation and Research with Central and Eastern Europe)
http://www.ffg.at/content.php?cid=79
CLOE project
http://www.clusterforum.org/
Conferenza "Patterns of clusters evolution: modelli, pratiche, tecnologie e politiche"
http://www.ecluster.it/conference/?__locale=it
Co-operative Research
http://sme.cordis.lu/craft/home.cfm
Distretto Multipolare Veneto della gomma e delle materie plastiche
http://www.dimapla.net/
Erik network
http://www.eriknetwork.net/
European Collaborative Networked Organisations Leadership Iniziative
http://virtual.vtt.fi/virtual/ecolead/
Europe Innova
http://www.europe-innova.org/index.jsp
HI-MECH Emilia-Romagna
http://www.hi-mech.it/hi-mech.it
Innovating Regions in Europe network
http://www.innovating-regions.org/
IRC Network
http://irc.cordis.lu/
Italian Relay Centre North East (IRENE)
http://www.irc-irene.org/
Innovazione Toscana
http://www.innovazione.toscana.it/CMOSWebAIR/
Mobile City Bremen
http://www.mobilecity.org/en/mobilecity_start
Oresund Scienze Region
http://www.oresundscienceregion.org/sw6563.asp
Oseo
http://www.oseo.fr/
Pôle de Compétitivité Mondial
http://www.pole-scs.org/
Presentazioni della Conferenza "Patterns of clusters evolution: modelli, pratiche, tecnologie e politiche"
http://www.ecluster.it/conference/speakers/presentations.html?__locale=it
Pro Inno Europe
http://www.proinno-europe.eu/index.cfm
Progetto "e-cluster" nel Programma Veneto di Azioni Innovative
http://www.ecluster.it/progetto/progetto
IV Plan Regional de Investigación Científica e Innovación Tecnológica (PRICIT) 2005-2008
http://www.madrimasd.org/queesmadrimasd/pricit/default.asp
Regione Basca
http://www.euskadi.net/r33-2220/es/
Regione Veneto
http://www.regione.veneto.it/channels
Scottish Enterprise
http://www.scottish-enterprise.com/
Sistema Madrid
http://www.madrimasd.org/
Swedish Agency for Economic and Regional Growth - NUTEK
http://www.nutek.se/sb/d/113
Swedish Governmental Agency for Innovation Systems - VINNOVA
http://www.vinnova.se/default____612.aspx
Tool east project
http://www.tooleast.org/
Veneto Innovazione
http://www.venetoinnovazione.it/
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