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Le ICT e la Società dell’informazione nei nuovi Fondi strutturali
La politica di coesione economica e sociale dell’UE è finalizzata a promuovere lo sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità, riducendo le disuguaglianze tra le diverse regioni europee.
Sin dal Trattato di Roma la politica di coesione ha rappresentato una delle priorità della Comunità europea, in considerazione del fatto che sia all’interno dei singoli paesi sia nel panorama europeo erano riconoscibili aree in evidente ritardo di sviluppo, sulle quali occorreva intervenire. Ad oltre 50 anni dalla fondazione dell’Europa unita l’omogeneità nelle condizioni di sviluppo non può dirsi raggiunta, tanto meno dopo i due recenti allargamenti, che hanno interessato ben 12 dei 27 paesi che attualmente compongono l’Unione.
I NUOVI FONDI STRUTTURALI 2007-2013
Per la realizzazione degli obiettivi della politica di coesione, l’Unione europea ha istituito appositi strumenti finanziari: i Fondi strutturali. Con una dotazione di 347,41 miliardi di euro (a prezzi correnti), la politica di coesione si propone di rispondere alle sfide poste dall’Unione allargata a 27 Stati, nonché dalla globalizzazione e dalla forte crescita dell’economia fondata sulla conoscenza.
Gli interventi strutturali della programmazione 2007-2013 intendono perseguire gli orientamenti delineati nella riveduta Strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione e nella Strategia di Göteborg per lo sviluppo sostenibile. Le azioni si focalizzano maggiormente sulle regioni più svantaggiate, perseguendo contestualmente un maggior decentramento e un’attuazione più snella e trasparente degli interventi. Risulta anche semplificata la struttura generale degli obiettivi e degli strumenti finanziari a disposizione: 3 Fondi (FESR, FSE e Fondo di coesione) per 3 obiettivi (Convergenza, Competitività regionale ed occupazione, Cooperazione territoriale europea).
Fondi strutturali ripartiti per obiettivo:
Fonte: Inforegio
Politica di coesione 2007-2013, ripartizione per obiettivo
(totale 347,41 mld di euro a prezzi correnti)
Fonte: Inforegio
Convergenza
L’obiettivo Convergenza riguarda gli Stati membri e le regioni il cui PIL pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria ed è volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni per la crescita e l’occupazione attraverso l’aumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell’innovazione e della società della conoscenza, l’adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell’ambiente e l’efficienza amministrativa.
All’obiettivo Convergenza è destinato l’81,54% delle risorse complessive dei Fondi strutturali, ovvero 282,855 miliardi di euro (a prezzi correnti).
Competitività regionale e occupazione
L’obiettivo Competitività regionale e occupazione riguarda il territorio comunitario che non rientra nell’obiettivo Convergenza e punta a rafforzare la competitività e le attrattive delle regioni e l’occupazione, anticipando i cambiamenti economici e sociali attraverso il miglioramento e l’incremento della qualità degli investimenti in capitale umano, l’innovazione e la promozione della società della conoscenza, l’imprenditorialità, la tutela dell’ambiente, il miglioramento dell’accessibilità e dell’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo di mercati del lavoro inclusivi.
All’obiettivo Competitività regionale e occupazione è destinato il 15,95% delle risorse complessive dei Fondi strutturali, ovvero 54,965 miliardi di euro (a prezzi correnti).
Cooperazione territoriale europea
L’obiettivo Cooperazione territoriale ha il fine di rafforzare la cooperazione transfrontaliera attraverso iniziative congiunte locali e regionali, la cooperazione transnazionale mediante azioni volte allo sviluppo transnazionale integrato, la cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze.
All’obiettivo Cooperazione territoriale europea è destinato il 2,52% delle risorse complessive dei Fondi strutturali, ovvero 8,723 miliardi di euro (a prezzi correnti).
Questo obiettivo ricalca l’Iniziativa comunitaria INTERREG della precedente programmazione dei Fondi strutturali, della quale recupera l’approccio e l’impostazione.
Politica di coesione 2007-2013 - Regioni ammissibili
Fonte: Inforegio
Il quadro normativo che disciplina i Fondi strutturali 2007-2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE lo scorso 31 luglio ed è costituito da un pacchetto di 5 regolamenti, ovvero:
Da ottobre 2006 sono inoltre in vigore gli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione, proposti dalla Commissione europea ed adottati dal Consiglio dell’Unione, che rappresentano il contesto indicativo a cui gli stati membri si ispirano per l’elaborazione dei quadri strategici nazionali (QSN) e dei programmi operativi regionali (POR).
Infine, sono state istituite tre nuove iniziative volte a creare prospettive d’investimento e crescita economica nelle regioni dell’UE, avvalendosi del contributo delle istituzioni finanziarie internazionali per la realizzazione dei nuovi programmi a favore della politica di coesione.
Si tratta di JASPER (Joint Assistance in Supporting Projects in European Regions - Assistenza congiunta a sostegno di progetti nelle regioni europee), JEREMIE (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises - Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese) e JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas - Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane).
INNOVAZIONE, RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO TRA LE PRIORITÀ DELLA POLITICA DI COESIONE 2007-2013 DELL’UE
Secondo quanto dichiarato da Danuta Hübner, membro della Commissione europea responsabile della Politica regionale, l’Unione europea, rispetto ai suoi principali competitori, investe meno in ricerca e innovazione. In base agli ultimi dati ufficiali, nel 2005 la spesa globale dell’UE 27 nel campo della R&D si è attestata intorno ai 200 miliardi di euro, rappresentando l’1,84% del PIL EU27 (lo stesso importo del 2004), a fronte del 2,68 % degli Stati Uniti e del 3,18 % del Giappone.
Se non accresce le proprie capacità di innovazione, l’Europa non potrà sperare di raggiungere l’obiettivo che si è data: diventare l’economia più dinamica e competitiva al mondo.
Nel periodo 2007-2013, la politica regionale dell’Unione europea e i Fondi strutturali tendono a incrementare e a migliorare gli investimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione, oltre a consolidare le sinergie con altre politiche e strumenti comunitari. A tale proposito viene accordato un finanziamento prioritario al rafforzamento della cooperazione fra imprese e ricerca pubblica attraverso la creazione di cluster regionali e transregionali, privilegiando in particolare le piccole e medie imprese (PMI) e contribuendo al potenziamento delle capacità di ricerca, comprese le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le infrastrutture di ricerca e il capitale umano.
Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sono dunque elementi centrali per garantire uno sviluppo regionale di successo e proprio per questo rappresentano una priorità della politica comunitaria che mira a creare delle sinergie tra l’azione dei Fondi strutturali, il VII Programma Quadro di Ricerca ed il nuovo Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP).
I programmi sostenuti dalla politica di coesione si ispirano alle priorità indicate negli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione tra cui una delle tre mira a “promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità e lo sviluppo dell’economia della conoscenza mediante lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione, comprese le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
Andando più nel dettaglio si vede come, all’interno di tale regolamento, esistano una serie di orientamenti volti ad accrescere gli investimenti in RST, promuovere l’imprenditorialità e la Società dell’informazione per tutti ed infine migliorare l’accesso al credito.
Per quanto riguarda l’
orientamento volto ad
accrescere ed
indirizzare meglio gli investimenti nell’RST
, vengono identificati quattro obiettivi prioritari:
- rafforzare sia la cooperazione tra le imprese che quella tra le imprese e gli istituti pubblici di ricerca/di istruzione terziaria, ad esempio incentivando la creazione di raggruppamenti di eccellenza regionali e transregionali;
- sostenere le attività di RST presso le PMI e il trasferimento di tecnologia (consentendo alle PMI di accedere ai servizi di RST degli istituti di ricerca finanziati dal settore pubblico);
- appoggiare le iniziative regionali di natura transfrontaliera e transnazionale volte a rafforzare la collaborazione e la capacità nei settori prioritari della politica della ricerca della Comunità;
- sviluppare ulteriormente la capacità di R&S, incluse le TIC, le infrastrutture di ricerca e il capitale umano, nelle zone ad alto potenziale di crescita.
Gli orientamenti strategici comunitari individuano inoltre quattro priorità per
promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità
:
- rendere l’offerta regionale di RST, innovazione e istruzione, più efficiente e accessibile alle imprese, in particolare le PMI, creando ad esempio poli di eccellenza, mettendo a contatto le PMI ad alta tecnologia con gli istituti di ricerca e tecnologici o sviluppando e creando raggruppamenti regionali intorno alle grandi imprese;
- fornire servizi di sostegno alle imprese che consentano loro, segnatamente alle PMI, di accrescere la loro competitività e di internazionalizzarsi, cogliendo in particolare le opportunità offerte dal mercato interno. I servizi prestati alle imprese dovrebbero dare priorità allo sfruttamento di sinergie (ad esempio trasferimenti tecnologici, parchi scientifici, centri di comunicazione per le TIC, incubatori e servizi connessi, cooperazione con i raggruppamenti) e fornire al tempo stesso un sostegno più tradizionale in materia di gestione, marketing, assistenza tecnica, ricerca di personale e altri servizi professionali e commerciali;
- sfruttare appieno i punti di forza europei in materia di ecoinnovazioni. Questi ultimi dovrebbero essere sostenuti dalle PMI mediante l’introduzione di sistemi di gestione ambientale. Investendo fin d’ora in questo settore, le imprese dell’UE si troveranno in una posizione di forza nel prossimo futuro, quando altre regioni avranno modo di apprezzare quanto le tecnologie in questione siano necessarie. Questa è un’area che presenta un nesso evidente con il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione;
- sostenere l’imprenditorialità e agevolare la creazione e lo sviluppo di nuove imprese. Si dovrebbe anche porre enfasi sulla promozione di spin-out e spin-off dagli istituti di ricerca o dalle imprese mediante tecniche di vario tipo (ad esempio, sensibilizzazione, realizzazione di prototipi, tutoring e sostegno manageriale e tecnologico ai potenziali imprenditori).
In materia di
promozione della società dell’informazione per tutti
, le priorità identificate intendono:
- promuovere l’adozione delle TIC da parte delle imprese e delle famiglie e il loro sviluppo attraverso un sostegno equilibrato all’offerta e alla domanda di prodotti e di servizi pubblici e privati nel settore, e un maggior volume di investimenti nel capitale umano. Queste misure dovrebbero aumentare la produttività e favorire lo sviluppo sia di un’economia digitale aperta e competitiva sia di una società inclusiva (ad esempio, migliorando l’accessibilità per disabili e anziani), in modo da stimolare la crescita e l’occupazione;
- garantire la disponibilità di infrastrutture TIC e di servizi collegati qualora il mercato non li fornisca a prezzi accessibili e a un livello compatibile con i servizi necessari, specialmente nelle zone isolate e rurali e nei nuovi Stati membri.
Un
accesso più agevole al credito
è un altro elemento fondamentale per promuovere la conoscenza e l’innovazione. A tal proposito gli orientamenti comunitari si propongono di:
- sostenere strumenti diversi dalle sovvenzioni come ad esempio prestiti, finanziamenti garantiti per debiti subordinati, strumenti convertibili (debito mezzanino) e capitale di rischio (ad esempio il capitale di avviamento e il venture capital). Le sovvenzioni dovrebbero servire a creare e mantenere le infrastrutture che agevolano l’accesso al credito (ad esempio, agenzie per il trasferimento tecnologico, incubatori, reti di “business angels”, programmi di preparazione all’investimento). Si potrebbero inoltre sostenere i meccanismi di garanzia e di mutua garanzia affinché le PMI possano beneficiare più agevolmente del microcredito. La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) potrebbero fornire valido supporto al riguardo;
- elaborare un approccio integrato che sostenga ad un tempo l’innovazione, il suo trasferimento in nuove attività commerciali e la disponibilità di capitale di rischio;
- raggiungere determinate categorie specifiche come ad esempio i giovani imprenditori, le imprenditrici o le persone appartenenti a gruppi svantaggiati.
L’INNOVAZIONE NEL QUADRO STRATEGICO NAZIONALE 2007-2013
Il Quadro Strategico Nazionale (QSN), previsto dall’art. 27 del Regolamento generale CE 1083/2006 sui Fondi strutturali, è il documento di orientamento strategico che gli Stati Membri sono tenuti a presentare alla Commissione europea in attuazione della politica di coesione comunitaria. Il QSN presentato dall’Italia, è stato approvato lo scorso 13 luglio, e hanno contribuito alla sua definizione i Documenti Strategici Regionali preliminari e l’Intesa raggiunta il 3 febbraio 2005 nell’ambito della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Il QSN rappresenta dunque la cornice strategica nazionale in cui si inserisce lo stretto coordinamento tra i Fondi europei e il Fondo aree sottoutilizzate (FAS). La strategia e le priorità del QSN, la lista dei Programmi Operativi e la loro allocazione finanziaria declinati per obiettivo e per Fondo e la dimostrazione del rispetto del principio di addizionalità vengono sottoposti al vaglio e successivamente approvati dalla Commissione europea.
Il co-finanziamento europeo a favore dell’Italia, nell’ambito dei Fondi strutturali, per il periodo 2007-2013 prevede uno stanziamento di 28,812 miliardi di euro (a prezzi correnti) così ripartiti fra i vari obiettivi:
Fondi strutturali 2007-2013:
ripartizione del co-finanziamento per obiettivi
(in mld di euro a prezzi correnti)
Fonte: Inforegio
Il QSN è stato il frutto di un lungo processo di approfondimento e dialogo che ha visto coinvolte tutte le istituzioni regionali, molteplici Amministrazioni centrali e la stessa la Commissione europea al fine di garantire un approccio comune.
Alcuni degli elementi fondamentali che compongono il QSN riguardano: 1) l’analisi delle disparità, dei ritardi e delle potenzialità nazionali; 2) la strategia scelta in base a tale analisi, comprese le priorità tematiche e territoriali; 3) l’elenco dei Programmi Operativi per gli obiettivi “Convergenza” e “Competitività regionale e occupazione”; 4) una descrizione di come la spesa contribuisca alle priorità dell’Unione europea; 5) la dotazione annuale indicativa per ciascun Fondo per programma.
La strategia italiana si fonda su
quattro macro obiettivi
:
- sviluppare i circuiti della conoscenza;
- accrescere la qualità della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale nei territori;
- potenziare le filiere produttive, i servizi e la concorrenza;
- internazionalizzare e modernizzare l’economia, la società e le amministrazioni
all’interno dei quali sono state definite 10 priorità tematiche rivolte a obiettivi di produttività, competitività e innovazione da perseguire in tutto il Paese.
All’interno del macro obiettivo 1 “Sviluppare i circuiti della conoscenza” è stata individuata una priorità specifica denominata “Promozione, valorizzazione e diffusione della Ricerca e dell’innovazione per la competitività”.
Tale priorità punta da un lato all’irrobustimento di meccanismi di “mediazione” tra ricerca e mondo imprenditoriale al fine di valorizzare in termini di innovazione e di produttività i progressi della ricerca nazionale, e dall’altro alla trasformazione della conoscenza in applicazioni produttive, anche potenziando il ruolo delle tecnologie dell’informazione come fattore essenziale di innovazione.
La decisione di dedicare una priorità unica alle politiche per la promozione della ricerca e dell’innovazione e per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione deriva dall’esigenza di dare rilievo ad ambiti ritenuti determinanti per accrescere la competitività del paese, rafforzare la coesione economica e sociale, in perfetta armonia con gli orientamenti strategici comunitari (OSC).
Raccordo tra priorità degli OSC e priorità del QSN
Fonte: QSN per la poltica regionale di sviluppo 2007-2013
La priorità del QSN dedicata all’innovazione ed alle ICT si propone, in generale, di rafforzare e valorizzare non solo il sistema della ricerca ma anche le reti di cooperazione tra questa e le imprese, per contribuire alla competitività e alla crescita economica, sostenere la diffusione e l'utilizzo di nuove tecnologie e servizi avanzati, innalzare il livello delle competenze e conoscenze scientifiche e tecniche nel sistema produttivo e nelle Istituzioni.
In particolare la strategia nazionale si fonda su
8 obiettivi specifici
:
- qualificare in senso innovativo l’offerta di ricerca, favorendo la creazione di reti fra Università, centri di ricerca e tecnologici e il mondo della produzione sviluppando meccanismi a un tempo concorrenziali e cooperativi, in grado di assicurare fondi ai ricercatori più promettenti;
- valorizzare competenze e funzioni di mediazione per superare limiti di tipo relazionale e organizzativo tra gli attori del sistema della ricerca e dell’innovazione;
- aumentare la propensione delle imprese ad investire in ricerca e innovazione;
- valorizzare il capitale umano per favorire processi di ricerca e innovazione, promuovendo l’attrazione di investimenti e talenti e l’assorbimento di risorse umane da parte del sistema delle imprese e favorendo una migliore e più intensa interazione fra queste ultime e le Università e i centri di ricerca e tecnologia;
- valorizzare la capacità di ricerca, trasferimento e assorbimento dell’innovazione da parte delle Regioni tramite la cooperazione territoriale;
- sviluppare contenuti, applicazioni e servizi digitali avanzati e accrescere la capacità di utilizzo, l’accessibilità e fruibilità anche attraverso un'adeguata promozione dell’offerta;
- sostenere la promozione dei servizi pubblici moderni e rafforzare i processi di innovazione della Pubblica Amministrazione attorno alle ICT;
- garantire a cittadini, imprese e PA l’accesso alle reti, riducendo il divario infrastrutturale riguardante la banda larga nelle aree remote e rurali.
LE ICT NEI POR 2007-2013 DELLA REGIONE PIEMONTE
La Regione Piemonte ha presentato alla Commissione europea due proposte di Programmi Operativi Regionali 2007-2013 per la competitività, l’innovazione e l’occupazione: la prima, co-finanziata in ambito FESR (e approvata lo scorso 2 agosto dalla Commissione), prevede uno stanziamento complessivo (co-finanziamento comunitario più contropartite regionali e nazionali) di 1 miliardo e 76 milioni di euro (prezzi 2004) e tra le priorità si propone di incrementare non solo la capacità di produrre ricerca e innovazione ma anche il trasferimento di nuove tecnologie alle PMI; la seconda, il cui piano finanziario ammonta a 1 miliardo e 10 milioni di euro, è finanziata dal FSE ed intende qualificare la capacità lavorativa della popolazione attraverso, ad esempio, sistemi di formazione continua per sostenere e innalzare i livelli di apprendimento e conoscenza con l’obiettivo di accrescere l’organizzazione e la qualità del lavoro favorendo l’innovazione e la produttività.
I POR, elaborati in perfetta coerenza sia con gli OSC 2007-2013 che con il QSN, sono il risultato finale di lungo processo di confronto nell’ambito del partenariato istituzionale e socio-economico che ha visto la predisposizione di una serie di documenti strategici preparatori (Documento Preliminare Strategico Regionale -DPSR- e Documento di Programmazione Strategico-Operativa -DPSO-) sia per la costruzione del QSN che della proposta di POR.
In quest’ultima, presentata dalla Regione Piemonte in ambito FESR, l’Asse di maggior peso è dedicato all’innovazione ed alla transizione produttiva e si pone come
obiettivo generale
di “sviluppare le capacità di adattamento del sistema regionale ai repentini cambiamenti indotti dall’interdipendenza dei sistemi economici, potenziando quindi la capacità di innovare ed agevolando l’aggancio alle aree europee con standard di vita più elevati”.
L’
obiettivo specifico
dell’Asse prevede inoltre di “rafforzare la competitività del sistema regionale attraverso l’incremento della sua capacità di produrre ricerca ed innovazione, di assorbire e trasferire nuove tecnologie, anche con riferimento a tematiche di frontiera, alle innovazioni in campo ambientale e allo sviluppo della Società dell’informazione”.
Si tratta di rafforzare nella Regione le capacità di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico attraverso iniziative finalizzate alla promozione delle strutture di offerta, in un’ottica di migliore fruibilità di servizi ad elevato valore aggiunto da parte delle imprese e di incentivare la domanda di innovazione delle imprese; ciò al fine di rendere il sistema produttivo e il sistema territoriale in grado di competere a livello internazionale e risultare attrattivo per accogliere iniziative imprenditoriali esogene e tecnologicamente avanzate. Inoltre nell’ambito di investimenti innovativi rientrano attività volte all’ecoinnovazione, finalizzate alla promozione di prodotti e processi capaci di minimizzare l’impatto dello sviluppo economico sulle componenti dell’ambiente. Con la finalità di facilitare la diffusione dell’innovazione e l’accesso alla “società della conoscenza” il presente Asse include interventi di promozione della “Società dell’informazione”.
Nell’ambito di ciascuna attività proposta dall’Asse, là dove pertinente, si sostengono le imprese che intendono promuovere, attraverso servizi specifici, da acquistare sul mercato, i propri prodotti e servizi, nonché i risultati ottenuti nell’ambito della propria attività anche di ricerca, sul mercato internazionale.
Il raggiungimento dell’obiettivo specifico avviene attraverso il conseguimento di 3
obiettivi operativi
:
I.1 Promuovere l’innovazione attraverso il rafforzamento dei processi di conoscenza tecnologica, la diffusione e la realizzazione di investimenti di natura innovativa favorendo la cooperazione tra Università, Centri di ricerca e imprese.
L’obiettivo mira ad incrementare le capacità del sistema innovativo regionale, in modo da aumentare le conoscenze e le tecnologie disponibili, in particolare su tematiche strategiche per l’economia piemontese caratterizzate dall’alto rischio nell’utilizzo delle conoscenze a scopo industriale. Inoltre si pone l’accento sulla necessità di diffondere le conoscenze e le soluzioni tecnologiche presso il sistema diffuso di PMI, che costituisce la “spina dorsale” della struttura industriale della Regione, con la finalità di aumentare le capacità di assorbimento delle imprese e il numero dei prodotti innovativi che esse immettono sul mercato; inoltre consente di sviluppare attività di RST presso le imprese utilizzando esiti di ricerche prodotte sia intra muros che da istituti di ricerca.
I.2 Promuovere processi di innovazione finalizzati all’introduzione di tecnologie pulite nell’ambito del sistema produttivo delle PMI e delle istituzioni.
Un ulteriore ambito su cui risulta prioritario concentrare gli investimenti per conseguire più elevati livelli di innovazione è costituito dalle ecoinnovazioni, che permettono di utilizzare le conoscenze acquisite per inglobarle in prodotti e processi rispettosi dell’ambiente sia da parte delle PMI che delle istituzioni.
I.3 Sostenere e rafforzare l’offerta di servizi informatici e il loro migliore utilizzo da parte delle PMI finalizzato all’efficienza nei metodi di produzione e di organizzazione delle funzioni aziendali.
L’obiettivo operativo intende contribuire al miglioramento dell’accesso ai servizi e alle funzioni tipiche delle tecnologie ICT attraverso la promozione dell’offerta di applicazioni innovative per le imprese. Un ulteriore componente dell’obiettivo si focalizza sulla diffusione presso le imprese di pacchetti software orientati a sviluppare le funzioni di e-business e alla maggiore efficienza della struttura organizzativa, in modo da contribuire all’incremento della produttività aziendale ed, in ultima analisi, alla competitività delle PMI.
Nella tabella sottostante è possibile osservare come vengono ripartiti all’interno dell’Asse gli obiettivi operativi e le singole attività:

Fonte: POR Piemonte 2007-2013 co-finanziato FESR
CONCLUSIONI
Dalla presente analisi si vede come l’innovazione e la Società dell’informazione rappresentino una priorità della programmazione 2007-2013 dei Fondi strutturali non solo a livello europeo ma anche nazionale e regionale.
La ricerca e l’innovazione costituiscono uno dei principali fattori per ottenere dei risultati positivi in termini di crescita economica, produttività e creazione di nuovi posti di lavoro, a vantaggio di una maggiore competitività regionale e di una riduzione delle disparità regionali per ciò che concerne le condizioni di sviluppo. La crescita economica infatti è sempre più legata alla capacità delle economie regionali di evolversi ed innovare.
L’innovazione, oltre a comportare una crescita della produttività, può contribuire in maniera rilevante a rendere la crescita economica sempre più rispettosa dell’ambiente.
Le tecnologie dell’ICT rappresentano inoltre la porta di accesso verso un’organizzazione aziendale più funzionale ed efficiente. Allo stesso tempo, infrastrutture di connettività diffuse garantiscono la trasparenza e il buon funzionamento dei mercati di beni e servizi, contribuendo al rafforzamento della competitività e dell’imprenditorialità innovativa.
In economie avanzate come quella dell’UE la conoscenza, intesa come insieme di R&S, innovazione e istruzione, è una forza propulsiva indispensabile per la crescita della produttività nelle economie moderne.
Alla luce di queste considerazioni, la Politica regionale europea per il periodo 2007-2013, tramite l’azione dei Fondi strutturali, tenderà ad incrementare e a migliorare gli investimenti in questo settore strategico, oltre che a consolidare le sinergie con le altre politiche e strumenti comunitari in modo da raggiungere l’obiettivo che si era prefissata: diventare l’economia più dinamica e competitiva al mondo.
SITOGRAFIA
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Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione:
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Consiglio europeo di Göteborg — Conclusioni della Presidenza
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Documento Strategico Preliminare Regionale 2007-2013
http://www.dps.tesoro.it/documentazione/
QSN/docs/regionali/Piemonte_DSR.pdf
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Fondo europeo per gli investimenti
http://www.eif.org/
Information Society and the Regions
Linking European Policies
http://ec.europa.eu/information_society/activities/
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Innovation in the national strategic reference frameworks
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JASPERS (Joint Assistance in Supporting Projects in European Regions)
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JEREMIE (Joint European Resources for Micro to medium Enterprises)
http://ec.europa.eu/regional_policy/funds/2007/jjj/jeremie_en.htm
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Quadro Strategico Nazionale 2007-2013
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http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/
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http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/
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Regolamento CE 1083/2006 che definisce i principi
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http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/
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Regolamento CE 1084/2006 che istituisce il Fondo di coesione
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/
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Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo
http://cordis.europa.eu/fp7/home_en.html
Trattato istitutivo della CEE (Trattato di Roma)
http://eur-lex.europa.eu/it/treaties/dat/11957E/tif/11957E.html
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