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L'utilizzo degli strumenti informatici per investigare la complessità sociale

Giovedì 22 e venerdì 23 novembre, presso la sala 500 del Centro Congressi Lingotto di Torino si è tenuto il sesto convegno internazionale organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI-Piemonte. L’evento di quest’anno, chiamato “Conoscere la complessità: viaggio tra le scienze”, si è concentrato sul tema della complessità, intesa come valore e caratteristica intrinseca ai sistemi naturali, sociali e tecnologici. Le due giornate di lavoro hanno visto l’organizzazione di tre sessioni di lavoro: una dedicata ai “sistemi naturali”, una ai “sistemi tecnologici” e l’ultima ai “sistemi sociali”.

Il prof. Terna (Università degli Studi di Torino) ha aperto i lavori della seconda giornata con un intervento dedicato ai sistemi sociali. Dopo aver introdotto il concetto della complessità in riferimento ai sistemi sociali, ha presentato come le simulazioni possano agire da strumenti per la ricerca operativa in questo ambito. Le simulazioni, grazie all'ausilio dell'informatica, possono realizzare modelli flessibili della realtà, con lo scopo di descrivere e analizzare un sistema complesso e di verificarne il funzionamento, anche in presenza di condizioni particolari o di cambiamenti desiderati. Il prof. Terna ha poi presentato numerosi esperimenti, basati su simulazioni, volti a studiare la realtà. Tra quelli proposti si possono citare: un modello relativo al mercato dell’energia elettrica negli Stati Uniti, uno focalizzato sui legami tra i lavoratori e i profili professionali-imprese-banche e uno sull’introduzione delle nuove tecnologie. Il prof. Terna ha, inoltre, sottolineato come le simulazioni possano agire da laboratori per le politiche pubbliche, individuando i possibili risultati delle scelte e valutando le possibili conseguenze.

Il prof. Domenico Parisi (CNR Roma) ha iniziato la sessione relativa ai sistemi sociali con una critica complessiva all’economia, da lui definita una scienza superficiale che non permette di comprendere i fenomeni che studia ma che, anzi, li distorce. Il prof. Parisi ha argomentato che questo avviene perché l’economia studia solo i beni che si possono ottenere attraverso uno scambio di denaro mentre il termine “bene” dovrebbe avere un’accezione più ampia, rimandando a qualunque cosa che si cerca di avere e/o preservare. Una spiegazione di questo, secondo il prof. Parisi, deriva dagli strumenti impiegati per lo studio della disciplina: basandosi sulla matematica, l’economia non si può applicare ad aspetti non quantitativi. Gli altri limiti della scienza economica riguarderebbero la scarsa comprensione rispetto ai fattori che determinano la domanda e l’offerta (ad esempio l’economia non riesce a comprendere come si formino le preferenze che considera “date”), rispetto alle scelte politiche, rispetto all’introduzione delle innovazioni e al funzionamento del “mercato delle informazioni”. Una via per ovviare a questi limiti è la rappresentazione delle teorie economiche attraverso l’utilizzo degli “artefatti tecnologici”, che potrebbero essere utilizzati anche come laboratori dove vedere i risultati di possibili manipolazioni. Gli artefatti consentirebbero di studiare anche i beni non scambiati con il denaro e, utilizzando la memoria dei sistemi informatici, consentirebbero di mettere in relazione diverse discipline.

Anche il prof. Cioffi-Revilla (George Mason University of Fairfax) ha evidenziato come i modelli informatici permettano di studiare i fenomeni sociali a qualsiasi livello di micro/macro complessità: l’ambito di studio del prof. Cioffi-Revilla sono principalmente i sistemi politici, sistemi complessi che possono essere meglio indagati attraverso modelli informatici quali gli “Object Oriented Metrics”, i modelli basati su agenti (ABMs) e altri strumenti simulativi.

L’intervento del prof. Giorgini (Università degli Studi di Bologna) ha mostrato invece come un aspetto di difficile comprensione come il traffico cittadino: possa essere chiarito e affrontato attraverso gli strumenti informatici. I vari progetti presentati dal professore hanno mostrato alcuni metodi e alcune chiavi di lettura del traffico cittadino, tali strumenti possono essere utili per una futura pianificazione e razionalizzazione del fenomeno da parte dell’amministrazione cittadina.

L’intervento del prof. David Lane (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Santa Fe Institute) ha approfondito i meccanismi correlati all’introduzione tecnologica. L’intervento è partito dalla descrizione dell’introduzione della stampa come tecnologia ed è arrivato ad una descrizione generale dell’introduzione di un elemento di innovazione all’interno di un “artefatto”, ovvero in un qualcosa costruito da qualcuno per l’utilità di qualcun’altro. Un’organizzazione sociale senza artefatti è inimmaginabile: gli artefatti sono strettamente connessi alla società in quanto essa stessa contribuisce alla loro creazione e poi, attraverso l’uso e la diffusione, gli artefatti diventano essi stessi elementi dell’interazione umana, definendo quindi delle piccole valanghe che spiegano l’esplosione di organizzazioni e di artefatti avvenuti negli ultimi 5 secoli. Il prof. David Lane ha evidenziato come esistano due tipi di innovazione: il primo tipo riguarda quegli artefatti che “inventano” nuove funzionalità attraverso l’ideazione di nuovi prodotti, il secondo tipo riguarda invece innovazioni che si limitano a migliorare lo svolgimento delle funzionalità esistenti (better, faster, cheaper). Il primo tipo di artefatto crea nuove necessità e questo, inserito nelle organizzazioni esistenti, può provocare la nascita di nuove organizzazioni, queste nuove organizzazioni possono poi attribuire nuove funzionalità, che a sua volta possono collaborare alla definizione di un nuovo artefatto per rispondere a questa nuova funzionalità. Per spiegare questo processo il professore ha delineato alcune delle conseguenze dell’introduzione della stampa: la nuova tecnologia ha consentito di migliorare la pubblicazione dei libri ma ha permesso anche la nascita di nuove organizzazioni come i librai. Queste nuove organizzazioni necessitavano di trovare acquirenti per i loro prodotti e, stampando i volantini per far conoscere i loro servizi, hanno inventato una nuova funzionalità della tecnologia, ovvero la stampa pubblicitaria.

L’intervento del prof. Solomon (Hebrew University of Jerusalem e Fondazione ISI) ha spiegato come, studiando il complesso sistema economico e sociale attraverso componenti microscopiche quali i network, sia possibile migliorare la comprensione, e quindi la possibilità di intervenire su fenomeni quali le campagne politiche o di mercato; la penetrazione di un prodotto o di buone pratiche; le modalità per incoraggiare o bloccare tendenze sociali o politiche o per migliorare la mobilità, l’integrazione o la migrazione della popolazione, solo per fare alcuni esempi. A supporto di questa tesi, il professore ha evidenziato l’importanza dei fenomeni di networking in vari aspetti della vita sociale e economica. I fenomeni di networking possono agire da facilitatori nell’introduzione di un nuovo prodotto nel mercato, in quanto influenzano le persone e i soggetti economici: la vicinanza di persone che utilizzano il nuovo prodotto può convincere i potenziali acquirenti ad acquistarlo oppure, in caso contrario, la mancanza di questa prossimità o la presenza di oppositori del prodotto potrebbero distoglierlo dall’acquisto. Il fenomeno della propagazione nel tessuto socio-economico può essere tanto più forte quanto più i network sono tra loro collegati, mentre può essere indebolito se i network sono tra loro separati. Il prof. Solomon li ha definiti come sistemi autocatalitici, in cui i diversi agenti interagiscono tra loro, generando una rete capace di autorafforzarsi: questo fenomeno si può riscontrare nei sistemi economici regionali dove le aziende che vendono maggiormente tendono a rafforzare la propria posizione sul mercato mentre le altre aziende rischiano di dover chiudere. Un altro esempio delle dinamiche di networking sono i processi di immigrazione: è probabile che gli immigrati di una data città, ovvero appartenenti alla stessa rete di relazioni, si trasferiscano nella stessa città.

Questa sessione del convegno ha quindi mostrato come le relazioni tra gli esseri umani possono essere definite strutture complesse e come la scienza della complessità, supportata da opportuni strumenti informatici, possa fornire utili strumenti per lo studio delle dinamiche storico-politiche fino a comprendere le evoluzioni dei mercati finanziari.

Per maggiori informazioni:

http://www.csipiemonte.it/convegni_scientifici/sessioni_3.htm


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